False dichiarazioni negli appalti: ANAC aggiorna il regolamento sanzionatorio con l’entrata in vigore della Delibera n. 210 del 25 maggio 2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 141 del 20 giugno 2026. Il provvedimento modifica il regolamento sull’esercizio del potere sanzionatorio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione e introduce controlli più incisivi sia nei confronti degli operatori economici sia delle stazioni appaltanti.
L’obiettivo è rafforzare la trasparenza nel sistema degli appalti pubblici e garantire che le informazioni utilizzate nelle procedure di affidamento e nei processi di qualificazione siano pienamente veritiere.
Cosa cambia con la Delibera ANAC n. 210/2026
La modifica più significativa riguarda l’articolo 4 del regolamento, dedicato alle false dichiarazioni e all’esibizione di documenti non veritieri.
Tra le nuove ipotesi sanzionabili rientrano ora anche le dichiarazioni false relative al versamento del contributo ANAC e alla garanzia provvisoria. Si tratta di un ampliamento dell’ambito applicativo della disciplina, che estende i controlli su elementi essenziali per la partecipazione alle procedure di gara.
Il nuovo testo conferma inoltre che possono essere oggetto di sanzione le dichiarazioni non veritiere riguardanti i requisiti generali e speciali di partecipazione, la qualificazione degli operatori economici, l’offerta economicamente più vantaggiosa e le verifiche sull’anomalia dell’offerta.
Maggiore responsabilità per le stazioni appaltanti
La revisione del regolamento non interessa soltanto gli operatori economici.
Per la prima volta vengono disciplinate in modo puntuale anche le false dichiarazioni rese dalle stazioni appaltanti, dagli enti concedenti e dalle centrali di committenza nell’ambito del sistema di qualificazione previsto dal Codice dei Contratti Pubblici.
L’ANAC considera rilevanti tutte le dichiarazioni fuorvianti finalizzate a dimostrare il possesso di requisiti organizzativi che, nella realtà, non esistono.
Il principio è chiaro: la qualificazione non può basarsi su dati soltanto formali, ma deve riflettere l’effettiva organizzazione dell’amministrazione.
Le nuove ipotesi di falsa dichiarazione
Il regolamento individua alcune situazioni particolarmente rilevanti.
Tra queste figurano:
- la dichiarazione di un’organizzazione stabile quando il personale continua a operare presso l’amministrazione di provenienza;
- l’indicazione di personale dedicato che, in concreto, svolge altre attività;
- le dichiarazioni non veritiere sui programmi di formazione e aggiornamento professionale del personale;
- le comunicazioni false relative alla decisione di conformarsi ai pareri di precontenzioso emessi dall’ANAC.
La modifica rafforza quindi il controllo sulla corrispondenza tra quanto dichiarato e l’effettiva struttura organizzativa delle amministrazioni.
Qualificazione e controlli sempre più rigorosi
L’aggiornamento del regolamento è strettamente collegato al sistema di qualificazione introdotto dal decreto legislativo n. 36/2023.
Le amministrazioni che intendono ottenere o mantenere la qualificazione devono dimostrare il possesso di requisiti organizzativi, professionali e strutturali reali.
La verifica non riguarda più soltanto la documentazione prodotta, ma anche la concreta capacità organizzativa della stazione appaltante. Eventuali informazioni inesatte possono determinare l’attivazione del procedimento sanzionatorio dell’Autorità.
Le conseguenze per operatori economici e amministrazioni
La Delibera n. 210/2026 conferma una linea di maggiore rigore nella vigilanza sui contratti pubblici.
Gli operatori economici dovranno prestare particolare attenzione alla completezza e alla veridicità delle dichiarazioni presentate in gara. Allo stesso tempo, le stazioni appaltanti saranno chiamate a verificare con precisione che tutte le informazioni trasmesse ad ANAC corrispondano alla situazione organizzativa effettiva.
Il rafforzamento del potere sanzionatorio rappresenta un ulteriore passo verso un sistema di affidamenti pubblici fondato su trasparenza, correttezza e affidabilità. La veridicità delle dichiarazioni diventa così uno dei principali presupposti per garantire il corretto funzionamento del mercato degli appalti pubblici e la credibilità dell’intero sistema di qualificazione previsto dal Codice dei Contratti Pubblici.




