Costi della manodopera: stop ANAC all’aggiudicazione dell’Umberto I

L’istruttoria svolta dal Policlinico romano risulta incompleta e fondata su dati incerti.

Con la delibera n. 273 del 7 luglio 2026, ANAC ha esaminato la procedura per la fornitura in service di generatori a radiofrequenza e ultrasuoni. L’Autorità ha chiesto di annullare la verifica dell’anomalia e la successiva aggiudicazione.

La gara del Policlinico Umberto I

La procedura aperta era suddivisa in cinque lotti. Il parere riguarda il lotto 2, con una base d’asta pari a 504.000 euro. Il criterio scelto era quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

L’operatore aggiudicatario aveva presentato un’offerta di 358.800 euro. Aveva inoltre dichiarato costi della manodopera pari a 145.739,88 euro.

Tale importo rappresentava il 40,62% dell’offerta. La stazione appaltante, invece, aveva stimato per il lotto costi del personale pari a soli 1.750 euro.

La notevole differenza richiedeva quindi una verifica particolarmente approfondita.

Costi della manodopera non coerenti

Durante la verifica dell’anomalia, l’impresa ha prodotto una relazione giustificativa. Nel documento, l’incidenza della manodopera era indicata nel 24,5% dell’offerta.

Il RUP ha ritenuto compatibili i due valori. Secondo la sua valutazione, le percentuali derivavano da basi di calcolo differenti. Pertanto, ha confermato la congruità dell’importo dichiarato nell’offerta.

Tuttavia, nel corso dell’istruttoria ANAC, lo stesso operatore ha fornito una spiegazione diversa. Ha dichiarato che l’importo iniziale derivava da una sovrastima erronea.

Il costo corretto sarebbe stato pari a 87.906 euro. Tale somma corrisponde al 24,5% dell’offerta. Non sarebbe stato quindi necessario applicare un diverso metodo di calcolo.

I rilievi formulati da ANAC

Per ANAC, la valutazione del RUP appare basata su un travisamento dei fatti. Manca anche una dimostrazione adeguata della compatibilità tra gli importi.

La relazione dell’operatore conteneva indicazioni percentuali generiche. Inoltre, non forniva una ricostruzione completa delle singole voci di costo.

Un ulteriore elemento riguarda la somma delle percentuali indicate nella tabella. Il risultato era pari al 100,72%, anziché al 100%. Anche questa incongruenza avrebbe richiesto un supplemento istruttorio.

Secondo l’Autorità, l’incertezza sui costi della manodopera compromette la legittimità dell’intero procedimento di verifica.

La verifica dell’offerta anomala

La valutazione dell’anomalia rientra nella discrezionalità tecnica della stazione appaltante. Tuttavia, deve essere logica, ragionevole e sostenuta da un’istruttoria completa.

Nel caso esaminato, l’offerta riguardava una fornitura sanitaria. Si trattava, quindi, di un appalto normalmente caratterizzato da una bassa incidenza della manodopera.

Un costo superiore al 40% dell’offerta avrebbe richiesto una motivazione chiara e articolata. Il Policlinico, invece, non ha analizzato correttamente i dati disponibili.

L’istruttoria risulta pertanto carente ai sensi dell’articolo 110 del Codice dei contratti pubblici.

ANAC chiede di annullare l’aggiudicazione

ANAC ha chiesto al Policlinico Umberto I di annullare il provvedimento di verifica dell’anomalia. Di conseguenza, deve essere annullata anche l’aggiudicazione.

La stazione appaltante dovrà riattivare il procedimento previsto dall’articolo 110 del decreto legislativo n. 36/2023. Prima, però, dovrà valutare la condotta dell’operatore durante la presentazione delle giustificazioni.

Restano salvi i più ampi poteri di autotutela sugli atti di gara.

Se il Policlinico non intende conformarsi al parere, dovrà motivare la propria decisione entro quindici giorni. La comunicazione dovrà essere inviata alle parti e ad ANAC, che potrà proporre ricorso.