Congruità dell’incidenza della manodopera in edilizia: le indicazioni di Anac su Appalti pubblici e Durc

La Congruità dell’incidenza della manodopera in edilizia: le indicazioni di Anac su Appalti pubblici e Durc rappresenta una novità rilevante per stazioni appaltanti e imprese. Con il Comunicato del 17 dicembre 2025, infatti, l’Autorità ha chiarito come applicare correttamente il decreto ministeriale n. 143/2021. Di conseguenza, il controllo diventa più chiaro, ma anche più stringente.

Perché è importante il Durc di congruità

Prima di tutto, la verifica di congruità è obbligatoria in tutti gli appalti pubblici di lavori edili, senza limiti di importo. Inoltre, riguarda le attività elencate nell’Allegato X del d.lgs. 81/2008 e quelle strettamente connesse ai lavori.

In questo contesto, il Durc di congruità certifica che il costo della manodopera è coerente con i parametri previsti dai contratti collettivi. Pertanto, lo strumento serve a contrastare lavoro irregolare e dumping contrattuale.

Chi effettua il controllo

In concreto, il controllo spetta alla Cassa Edile o Edilcassa competente per territorio. Tuttavia, l’impresa affidataria ha un ruolo centrale nella procedura. Infatti, è lei che inserisce i dati nel portale “Edilconnect” della CNCE.

Appalti pubblici e Durc: le tre fasi del controllo

Il sistema si articola in tre passaggi chiari e consequenziali.

1) Denuncia di Nuovo Lavoro (DNL).
In primo luogo, l’impresa principale comunica alla Cassa Edile i dati del cantiere. In particolare, indica valore complessivo dell’opera, importo dei lavori edili, committenza e subappaltatori.

2) Richiesta del Durc di congruità.
Successivamente, tramite Edilconnect, si richiede l’attestazione di congruità. Questa richiesta avviene al momento dell’ultimo SAL e prima del saldo finale. Inoltre, può essere presentata dal committente o dall’impresa affidataria.

3) Verifica e rilascio dell’attestazione.
Infine, la Cassa Edile confronta il costo dichiarato della manodopera con le percentuali minime previste. Se i valori sono in linea, rilascia il Durc di congruità.

Esito positivo o negativo: cosa succede

Da un lato, l’esito può essere positivo, con rilascio immediato dell’attestato. Dall’altro lato, può essere negativo per scostamento dai valori minimi.

Se lo scostamento è pari o inferiore al 5%, l’attestazione può comunque essere rilasciata. Tuttavia, serve una dichiarazione del Direttore dei Lavori che giustifichi la differenza.

Se invece lo scostamento supera il 5%, l’impresa ha 15 giorni per regolarizzare. In pratica, deve versare il costo mancante della manodopera. In mancanza di regolarizzazione, scatta l’iscrizione nella Banca nazionale delle imprese irregolari. Di conseguenza, l’impresa non potrà ricevere il saldo finale dei lavori.

Quando va richiesto il Durc di congruità

Sul punto, Anac è molto chiara. La richiesta può avvenire solo in occasione dell’ultimo SAL e prima del pagamento finale. Non sono previste deroghe, né sui soggetti legittimati, né sui tempi.

Pertanto, anche se la stazione appaltante paga direttamente il subappaltatore, deve comunque chiedere il Durc di congruità all’appaltatore principale. Questo perché solo quest’ultimo gestisce i dati di cantiere su Edilconnect.

Cosa cambia per stazioni appaltanti e imprese

In conclusione, le indicazioni Anac rafforzano il sistema di controllo. Da un lato, tutelano i lavoratori e la concorrenza leale. Dall’altro lato, impongono alle imprese maggiore attenzione nella gestione dei costi di manodopera.

Per questo motivo, stazioni appaltanti e imprese devono adeguare prassi e procedure. Solo così potranno evitare contenziosi, sanzioni e ritardi nei pagamenti finali.