Sentenza TAR Umbria: certificazione di parità di genere nei consorzi

La sentenza TAR Perugia, 26.08.2025 n. 667 affronta un tema centrale nel diritto degli appalti: l’attribuzione del punteggio per la certificazione di genere ai consorzi. La questione nasce dall’interpretazione dell’art. 16.5 del disciplinare di gara, che assegna 2 punti al concorrente dotato della certificazione.

Il ricorso di Ar.Co. Lavori

La cooperativa Ar.Co. Lavori ha impugnato l’aggiudicazione a favore di Consorzio Integra. Secondo la ricorrente, la commissione non aveva attribuito il punteggio aggiuntivo previsto per il possesso della certificazione di parità di genere. La ragione? La certificazione era in capo al consorzio e non alle consorziate esecutrici.

La posizione dell’Università di Perugia

L’amministrazione ha sostenuto che il punteggio spettasse solo se le imprese consorziate esecutrici possedevano la certificazione. Secondo il RUP, la ratio della norma era quella di incentivare concretamente condizioni di lavoro rispettose della parità di genere.

La decisione del TAR Umbria

Il TAR ha accolto il ricorso di Ar.Co. Lavori. Ha chiarito che nei consorzi il concorrente è il consorzio stesso, non le singole consorziate. Pertanto, se il consorzio possiede la certificazione, il punteggio deve essere attribuito. La mancata assegnazione ha reso illegittimi gli atti di gara.

Cumulo alla rinfusa e avvalimento ex lege

Il TAR ha ribadito che i consorzi possono beneficiare del cosiddetto cumulo alla rinfusa. Si tratta di un meccanismo che consente di utilizzare i requisiti delle consorziate e viceversa.
Questo principio, già riconosciuto dalla giurisprudenza, si applica anche ai requisiti premiali come la certificazione di parità di genere.

Cosa cambia per le gare pubbliche

La sentenza ha un impatto rilevante sulle future procedure di gara. Le stazioni appaltanti dovranno considerare il consorzio come unico soggetto concorrente. La certificazione di parità di genere in capo al consorzio è sufficiente per ottenere il relativo punteggio. Questo orientamento favorisce una maggiore certezza giuridica e tutela la concorrenza.

Conclusioni

La sentenza TAR Umbria sulla certificazione di parità di genere nei consorzi segna un punto fermo. Riconosce il valore della certificazione anche quando non tutte le consorziate esecutrici ne siano in possesso. Per i consorzi, si tratta di una conferma importante. Per le amministrazioni, un richiamo a rispettare la centralità del consorzio come unico interlocutore della gara.