Con la sentenza del 2 luglio 2025 (n. 1358/2025), il TAR Calabria – Sezione di Catanzaro ha accolto il ricorso presentato dalla Calgeco S.r.l., difesa dagli avvocati Orsola Accardo e Salvatore Napolitano del nostro Studio.
La decisione riafferma un principio chiave in materia di appalti pubblici: i costi della manodopera non possono essere oggetto di ribasso se l’operatore economico non dichiara chiaramente di volerli ridurre e non ne motiva la scelta.
Chiarezza sul principio di non ribassabilità
Il primo elemento centrale della sentenza riguarda l’interpretazione dell’art. 41, comma 14, del D.Lgs. 36/2023.
Il TAR ha ribadito che:
- i costi della manodopera devono essere tenuti separati dall’importo su cui si applica il ribasso;
- la riduzione di questi costi è possibile solo se dichiarata espressamente e giustificata dall’operatore;
- in assenza di dichiarazione, il ribasso si calcola esclusivamente sulla parte ribassabile.
Questo principio non è solo una regola tecnica: è uno strumento di tutela del lavoro e di garanzia per offerte economicamente sostenibili, evitando ribassi che possano compromettere i diritti dei lavoratori.
Illegittimità del ricalcolo della stazione appaltante
Il secondo punto decisivo riguarda il comportamento della stazione appaltante.
Nel caso concreto, la Calgeco S.r.l. aveva chiaramente indicato di non ribassare i costi della manodopera (€ 379.625,70).
Nonostante ciò, la stazione appaltante ha applicato il ribasso anche su questa voce, modificando di fatto l’offerta.
Per il TAR, questa condotta è illegittima perché:
- altera la struttura economica proposta dall’impresa;
- viola il principio di immodificabilità dell’offerta economica;
- compromette la par condicio tra concorrenti.
Il Tribunale ha riconosciuto piena validità alla volontà dell’operatore, formalmente espressa nei documenti di gara e ribadita nella relazione giustificativa.
Perché la sentenza è importante
Il TAR ha ricordato che modificare unilateralmente i costi della manodopera significa stravolgere la volontà dell’impresa e imporre condizioni economiche non scelte dall’offerente.
Questa pronuncia rafforza l’idea che la corretta gestione di questa voce di costo è fondamentale per garantire trasparenza, correttezza e legalità nelle procedure di gara.
Implicazioni pratiche
Questa decisione ha conseguenze concrete per tutti gli attori delle gare pubbliche:
- per le stazioni appaltanti: non è possibile applicare ribassi alla manodopera senza una dichiarazione chiara dell’operatore.
- Per le imprese: è essenziale indicare con precisione la propria volontà in merito a questa voce di costo, per evitare interpretazioni errate e contenziosi.
La sentenza consolida un orientamento giurisprudenziale che mette al centro la tutela del lavoro e la certezza delle regole.
Una vittoria del nostro Studio
Grazie alla strategia difensiva dei nostri avvocati, lo Studio Legale Salvatore Napolitano ha ottenuto un risultato significativo, con l’annullamento della determinazione contestata e il riconoscimento della correttezza dell’offerta presentata dalla Calgeco S.r.l.. Questa pronuncia non solo tutela l’impresa assistita, ma rappresenta anche un precedente utile per il futuro, rafforzando il ruolo dello Studio come punto di riferimento per le controversie in materia di appalti pubblici.




