Incarico conferibile dopo la riforma: il nuovo orientamento ANAC su consulenti e nomine pubbliche

Con la delibera n. 157 del 16 aprile 2025, l’ANAC ha fornito una lettura aggiornata sul tema dell’incarico conferibile dopo la riforma, sciogliendo dubbi interpretativi importanti. L’oggetto dell’istruttoria riguarda il conferimento dell’incarico di Presidente del CdA di un’azienda speciale comunale a un consulente di una società privata in rapporti contrattuali con il medesimo Comune

Il contesto: inconferibilità e consulenze private

Secondo l’art. 4 del d.lgs. n. 39/2013, nella versione vigente al momento del conferimento (novembre 2023), l’incarico risultava inconferibile. La norma, infatti, impedisce la nomina di amministratori di enti pubblici a soggetti che abbiano svolto attività professionale per enti finanziati dall’amministrazione conferente, nei due anni precedenti.

Nel caso in esame, il professionista aveva una consulenza stabile (dal 2017) con una società privata titolare dell’impianto per il trattamento dei rifiuti. Impianto al quale il Comune conferisce da oltre un decennio, in forza di contratti significativi, continui e stabili. L’incarico, secondo l’ANAC, rientra dunque nell’area dell’inconferibilità.

La svolta normativa: la legge 21/2024

Tuttavia, la legge n. 21/2024, entrata in vigore il 27 marzo 2024, ha introdotto una rilevante innovazione. In particolare, l’art. 4 del d.lgs. 39/2013 è stato modificato per escludere l’inconferibilità in caso di attività occasionale o non esecutiva o di controllo.
Secondo la delibera ANAC, questa nuova disposizione non può applicarsi retroattivamente. Pertanto, l’incarico conferito nel 2023 resta nullo. Tuttavia, se oggi lo stesso professionista fosse nuovamente nominato, l’incarico potrebbe essere conferibile.

La valutazione ANAC: incarico oggi possibile

L’ANAC, con spirito costruttivo, ha riconosciuto che l’attività svolta dal consulente – dichiarazioni fiscali, redazione bozza bilancio, adempimenti tributari – non rientra tra gli incarichi esecutivi o di controllo. Perciò, in base alla normativa attuale, non si applicherebbe il divieto. Ovviamente, spiega l’Autorità, il nuovo conferimento sarà legittimo solo se accompagnato da presìdi organizzativi e misure di trasparenza, volti a prevenire eventuali conflitti di interesse.

Conclusione: un principio chiave e uno spiraglio

La delibera ANAC n. 157/2025 riafferma un principio fondamentale: la legalità degli incarichi pubblici si valuta con la legge vigente al momento della nomina. Tuttavia, la riforma apre nuove possibilità.
Un incarico conferibile oggi può non esserlo ieri. Ma solo se l’Ente agisce con piena consapevolezza e trasparenza.